Non ho scelto la psicologia all’inizio.
Ho scelto le persone, molto prima di darle un nome.

Il mio percorso è iniziato con una laurea in Scienze dell’Educazione e un master nel disagio giovanile. Ma, guardando indietro, mi accorgo che sono stati soprattutto i luoghi e gli incontri a formarmi davvero.

Ho lavorato in un asilo nido, dove ho imparato quanto il bisogno di essere visti e accolti nasca prestissimo.
Al Teatro Regio, insieme ai ragazzi delle voci bianche, ho osservato da vicino il legame profondo tra emozione ed espressione.
E poi in una comunità di ragazze e madri, dove le storie diventano più complesse, più fragili, più vere.

Esperienze diverse, ma unite da un filo comune: l’ascolto.
Quello autentico, che non giudica e non cerca risposte veloci.

A un certo punto ho scelto di cambiare contesto e di entrare in ambito sanitario, lavorando in un negozio di articoli ortopedici. Sembrava una direzione diversa, ma è stato lì che ho capito davvero qualcosa di importante.

Nel contatto quotidiano con le persone, mi sono resa conto che il bisogno non è mai solo fisico.
In particolare, quando ho iniziato a seguire donne dopo un intervento al seno.

All’inizio offrivo un supporto tecnico. Ma molto presto quello spazio è diventato anche altro: un luogo in cui fermarsi, raccontarsi, dare voce a ciò che stava cambiando dentro.

È stato lì che ho riconosciuto con chiarezza la mia predisposizione: stare accanto alle persone, in modo autentico.
Questa consapevolezza mi ha portata a fare una scelta importante: laurearmi in psicologia.
Non per cambiare strada, ma per darle un senso più profondo e una direzione più chiara.

Oggi sono una psicologa e mi occupo del rapporto tra emozioni, benessere e vita contemporanea.
Lavoro con persone che vivono stress, sovraccarico mentale, difficoltà relazionali e quel senso di disconnessione che spesso accompagna una vita sempre più veloce e digitale.

Il mio approccio non è fatto di soluzioni standard o etichette. Offro uno spazio di ascolto reale, in cui potersi fermare, comprendere e ritrovare un proprio equilibrio.

Se senti che qualcosa dentro di te è in tensione, confuso o semplicemente troppo pieno, forse non hai bisogno di fare di più.
Forse hai bisogno di uno spazio diverso.
E può iniziare da qui.